Italian Energy Day 2026
Gas e GNL: sicurezza delle forniture e portafoglio Eni | Stefano Pujatti, Eni
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Stefano Pujatti, Director Global Portfolio & Trading di Eni, intervistato da Enza Tedesco, esamina il mercato europeo del gas alla vigilia dell’inverno. Spiega il ruolo dello Stretto di Hormuz nei flussi di GNL, la concorrenza tra Europa e Asia, il livello degli stoccaggi e le differenze rispetto alla crisi del 2022. Il confronto approfondisce la diversificazione del portafoglio Eni tra contratti a lungo termine e acquisti spot, capacità di rigassificazione e sicurezza energetica. Registrato all’Italian Energy Day di Montel, a Milano, il 29 ottobre 2026.
Relatori e conduzione
Stefano Pujatti — Director, Global Portfolio & Trading (GPT), Eni. Intervista a cura di Enza Tedesco, Montel News.
Evento
Italian Energy Day 2026 · Montel · 29 ottobre 2026 · NH Collection CityLife, Milano, Italia. Registrazione in lingua italiana.
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Benvenuto. Ehm, io volevo iniziare-- all'inizio di quest'anno la situazione del mercato europeo del gas appariva completamente diversa da quello che vediamo adesso ed era molto più favorevole. Ci racconta un po' cosa è successo da, da, da allora per arrivare alla situazione attuale? Sì, intanto grazie per l'invito. E, eh, allora, ehm, all'inizio del 2026 sicuramente il quadro appariva, eeeh, più favorevole. Eeeh, avevamo, diciamo, un-- degli import di LNG in Europa che erano ai massimi storici. Eh, c'era, c'erano, diciamo, progetti, eh, che dovevano, che dev-che dovevano arrivare di LNG nuovi, in particolare dal Nord America, il Golden Pass piuttosto che Canada LNG e altri, e, eh, questi esercitavano, diciamo, una pressione al ribasso sui prezzi. Ehm, quindi siamo partiti da una situazione in cui il prezzo era circa 30 € a megawattora, no? Eeeh, poi chiaramente, eeeh, le cose sono cambiate quando da fine febbraio poi è scoppiata la guerra in Iran. E questo, diciamo, ha generato chiaramente un, un grosso problema perché, eh, eh, lei lo stava citando nell'introduzione, di fatto dei 400 milioni di tonnellate di LNG che vengono consumati nel mondo, il 20%, eeeh, quindi circa 80, eh, escono dallo Stretto di Hormuz. E mi viene a dire ancora di più, non solo escono dallo Stretto di Hormuz, ma per la maggior parte vengono destinati al mercato asiatico. Quindi sicuramente un grosso deficit che si è generato. E, eh, a questo poi, diciamo, si è aggiunto, eh, il fatto che a un certo punto sono stati anche, ehm, diciamo, bombardati dei campi tipo South Pars in Iran e, eh, da parte iraniana invece hanno, diciamo, creato dei danni, eh, a due treni di liquefazione in Qatar, eh, che chiaramente hanno poi, ehm, ridotto la capacità di liquefazione. Adesso insomma sembrerebbe che comunque per ripristinare questi treni, eh, ci vogliano, ci voglia qualche anno, per cui- Tre anni, appunto, apparentemente. Esatto, apparentemente tre anni. Quindi diciamo, eh, u-u-u-un danno, eh, eh, eh, abbastanza permanente, no? Eeeh, quindi, eh, diciamo quello che, quello che è successo è che poi abbiamo visto questi 30 € a megawattora diventare 60. E diciamo abbiamo i-- in generale comunque abbiamo chiuso l'inverno al 31 marzo in una situazione che era relativamente buona perché gli stoccaggi, diciamo, erano al 28%, quindi un 6% in meno rispetto all'anno precedente. Però poi è arrivata l'estate, quindi è proprio un, u-un, un accadimento dopo l'altro, no? E quindi in estate, eeeh, diciamo, che cosa è successo? Che, eh, eh, l'estate non, n-non fattorizzava un prolungamento della guerra, un perdurare della guerra. C'erano sempre un po' queste notizie: eh, risolviamo, abbiamo un accordo. A giugno c'è stata una tregua, è durata poco. E quindi, diciamo, c'è sempre stato un po' questa-- e, e, il mercato vedeva, e questo è, è quello che era successo, vedeva nei mesi futuri dei prezzi del gas più bassi di quelli, eh, a, eh, diciamo più, eh, più brevi. Sì. No? Quindi la, la famosa fu-curva forward che era in backwardation. Esattamente. Questo è stato anche uno dei motivi per cui, diciamo, i-gli stoccaggi sono stati bassi. Cioè, di fatto quando un operatore vede che i prezzi, diciamo, eh, da lì a qualche mese sono più bassi, aspetta a, a stoccare che, diciamo, dice: "Forse domani riesco a stoccare ad un costo, ad un prezzo migliore, più favorevole". Allora, questa dinamica ci ha portato nella situazione che tutti conosciamo, cioè, e che poi lei aveva a-anche nominato prima, cioè lo stoccaggio. Siamo, siamo arrivati di fatto, di fatto a uno stoccaggio del 75% più o meno in Europa, dove poi ci sono Paesi virtuosi come l'Italia, perché l'Italia ha introdotto degli incentivi proprio per cercare di eliminare questa, eh, questa differenza tra summer e winter. E quindi l'Italia poi ha gli, ha degli stoccaggi al 90%. Poi abbiamo dei Paesi che sono invece, eh, come la Germania a 61% o la, l'Olanda a 65. Sì, quindi l'Italia ha fatto i compiti in tempo. L'Italia ha fatto i suoi compito, ha fatto il suo compito. Però overall, se lo guardiamo diciamo con gli occhiali dell'Europa, siamo in una situazione dove gli stoccaggi sono al 75%, che sono circa 10% più bassi rispetto alla, no, rispetto a, a, a, a, al, all'anno passato. È chiaro che poi quindi cosa succede? Succede che, eh, poi l'ondata di calore heat wave che c'è stata sicuramente ha aumentato i consumi, per cui anche quella diciamo ha dato il suo, ha dato il suo contributo. E, eh, sicuramente cosa è successo poi? Che nel, eh, diciamo, nella, nella, ne-nel quadro generale si arriva in una situazione, come dicono gli inglesi, too little too late, no? E quindi uno dice: "Ah, sono arrivato con degli stoccaggi un po' bassi", quindi il periodo di stoccaggio è finito perché diciamo l-l'iniezione è fino, normalmente fino a, a ottobre, poi inizia l'erogazione. E quindi, eh, diciamo, a quel punto il mercato inizia a fare i conti con la, con la realtà, cioè stoccaggio relativamente basso, l'inverno inizia. E quindi abbiamo visto, se, eh, in particolare su, eh, agosto e settembre, quel 40-60 diventare 80. Adesso che c'è anche il perdurare della guerra e diciamo stiamo entrando nell'inverno, questa tensione si amplifica e quindi stiamo vedendo i 100. I 100 €. I 100 che poi anche lei ha nominato, quindi siamo nel triple digit. Allora, se pensiamo da dove siamo partiti, siamo partiti da 30, oggi siamo a 100, quindi, eh, in una- Assolutamente. Ma adesso quindi in vista dell'inverno, come valuta la situazione attuale tra domanda e offerta, eh, di gas in Europa in generale, cioè proprio di flussi anche? Sì, allora partiamo con, come abbiamo detto, con degli stoccaggi relativamente più bassi. C'è una grande competizione, eh, perché il fatto che l'LNG che usciva dal Golfo, quel famoso 20%, non arriva in Asia, l'Asia cosa fa? Ovviamente viene a competere con l'Europa per l'LNG che arriva principalmente dal, dall'Atlantico, no? Principalmente US, ma anche, anche Nigeria. Quindi c'è s-- c'è questa dinamica di competizione. Eh, il, il GNL rappresenta circa il 40% del supply del mix europeo, per cui, eh, diciamo questo sicuramente crea delle tensioni. Aggiungiamo anche il fatto che dal 1º di gennaio 2027 verrà, a, a causa delle sanzioni, verrà a mancare il GNL russo, quindi sicuramente questo, diciamo, va a, ehm, a, diciamo, a creare un'ulteriore tensione potenzialmente. Eh, quindi diciamo: come, come, eh, come la vediamo? Eh, la vediamo sul fatto che stiamo arrivando in una situazione, eh, eh, potenzialmente critica in termini di, no, per tutti i fattori che abbiamo elencato. E, eh, cioè l-l-il problema sullo Stretto di Hermuz-- di Hormuz permane. E poi ci sarà anche tanto la variabile meteo, perché la variabile meteo adesso, eh, si parla di, di, dell'El Niño che arriverà e porterà diciamo un inverno mite. Se questo dovesse verificarsi, eh, o i-- o in Asia o in Europa, eh, sicuramente questo diciamo allenter-allenterebbe la tensione. Sì. È chiaro che se viceversa, on top di tutte queste diciamo, eh, eh, variabili, ci mettiamo anche del, u-u-un diciamo degli spike di freddo, eeeh, che do-- che, che potrebbero arrivare durante l'inverno, questa tensione, eh, eh, aumenterebbe. Immagino soprattutto se poi arrivano a fine inverno, dove gli stoccaggi sono forse anche, eh, più bassi. E, e, e quindi considerando il livello di stoccaggio, e lei ha anche già citato la concorrenza con l'Asia, quali sono i rischi, ehm, per le forniture di gas in Europa? Eh, cioè è una questione proprio di mancanza di forniture? Stiamo parlando più di una questione di prezzo? Come vede, quali sono i rischi principali? Allora, i-- diciamo che, eh, eh, chiaramente con uno stoccaggio basso, eh Potrebbe esserci un'insufficiente capacità di erogazione. Però, però, diciamo, quello che secondo me è un punto, è un punto impo-è un punto importante: cosa abbiamo visto nella dinamica, ad esempio, dei flussi, eeeh, di agosto e settembre? Che nel momento in cui, eh, il, l-il prezzo è arrivato a circa 80 € MW/h, quel prezzo inizia a, diciamo, diventare, eeeh, u-un prezzo difficile da gestire per alcuni paesi del Sud-Est asiatico, no? Dove abbiamo detto competiamo per avere l'LNG, perché, diciamo, diventano dei prezzi che per le loro economie diventano un po' difficili da sostenere, per cui poi iniziano, diciamo, tutta una serie di misure alternative: maggiori produzioni locali, carbone, eh, un po' riduzione della domanda. Per cui abbiamo visto, ad esempio, che mentre a, a luglio in Europa abbiamo toccato i minimi in termini di importazioni di LNG, questo si è, diciamo, eh, girato e quindi siamo stati invece più favoriti nelle importazioni verso l'Asia, ehm, mhm, ad agosto e settembre. Quindi, diciamo, questo si lega al, al fatto che l'Europa c'ha una maggiore capacità di acquisto, un potere di acquisto più alto e per cui in quel senso, diciamo, è capace di attrarre, eeeh- Più carichi ...più carichi, esatto. E le faccio già la, la domanda del milione di dollari che tutti quanti stiamo aspettando, perché sui prezzi abbiamo visto che già si sono triplicati, ovviamente. Però la domanda, eh, penso che tutti ci facciamo è: è ipotizzabile tornare ai livelli del 2022, dove comunque abbiamo visto anche l'inizio del conflitto in U-- in Ucraina, eh, e che c'è una certa-- un certo parallelismo adesso con quello che sta succedendo nel Medio Oriente? Eh, questa è una domanda che ci siamo fatti. È una domanda che, eh, che, che-- dove abbiamo messo, diciamo, i nostri, eh, cervelli, eh, diciamo, at work per cercare di capire, eeeh, un pochino quali erano le, le differenze, no? Allora, posto che sono due crisi di portata eccezionale, no doubt about, eeeh, i-il-- quello però che, eh, abbiamo, diciamo, ehm, abbiamo visto è che sono due, due, eh, diciamo due crisi con dei fondamentali un po' diversi. Cioè, allora la crisi ru-- la crisi del 2022 era una crisi soprattutto regionale legata all'Europa, ok? E di trasporto del gas via pipe. La capacità di rigassificazione era molto meno e, diciamo, non c'era, eh, l'ipotesi che sarebbe tornato il gas russo, ok? Quindi questo, calato in un contesto dove ci s-- c'è una congestione dei pipe, meno gas in un contesto regionale, ha creato un grande panico che aveva spinto i prezzi ad arrivare a 300 € MW/h. Adesso la situazione di oggi è diversa. Benché eccezionale, è diversa. Perché? Perché intanto è globale, quindi non è regionale. Riguarda i flussi. I flussi di LNG, no, sono, sono diciamo, ehm, diciamo, han-- possono, possono andare ovunque. E c'è un-un'aspettativa che nel futuro, diciamo, questa situazione si, si, si normalizzi. E quindi qua s-sempre vediamo questa backwardation delle, delle curve. La capacità di rigassificazione è aumentata molto in Europa. Sì. E quindi, diciamo, eh, diffi-- vediamo difficile tornare- A quei livelli ...a quei livelli. Benché oggi 100 sia un livello di tutto rispetto. Complicato. Eh sì, ci sono anche delle stile 150. Già iniziamo comunque a salire, forse non a 300, però ci avviciniamo. E quindi proprio considerando tutte-- tutti i fattori, no, che hai già elencato, negli ultimi quattro anni, considerando già il conflitto tra Russia, Ucraina, adesso le tensioni nel Golfo Persico, come è cambiata per voi la struttura del vostro portafoglio globale di, di GNL e di gas? Eh, si punta più a contratti a lungo termine rispetto che spot? Cosa, cosa è meno rischioso? Cosa vedete come meno rischioso? Allora, la-- con la crisi, diciamo, eh, c'è, ehm, è, è cambiata una cosa, mh, dal punto di vista dei compratori, dei buyer, no, di, di LNG. Cioè, il buyer si è accorto che c'è un valore nella diversificazione delle fonti. Perché? Perché adesso oggi come oggi un buyer che viene da te a comprare l'LNG vuole, diciamo, essere sicuro che se ci sono dei problemi in una certa area, come è successo, il tuo portafoglio sia in grado di supplire e quindi comunque riuscire a deliverare contrattualmente quei volumi. E non come nei casi, invece, magari dove può succedere che hai una, una, una cosa concentrata e hai un problema che poi, diciamo, subentrano le forze maggiori. Forza maggiore, poi uno che chiama la forza maggiore contrattualmente non ti manda più i carichi e quindi tu poi devi andarli a cercare da, da, da un'altra pa-- altrove. Quindi- Come sta succedendo con Edison in questo momento ...quindi, diciamo, è una, una, mhm, diciamo il valore della diversificazione è diventato grandissimo. E in questo senso, diciamo, come Eni abbiamo costruito un portafoglio che proprio risponde alla diversificazione, perché noi ad oggi intanto siamo integrati con l'upstream per cui abbiamo una grande produzione equity nei vari paesi dove operiamo. Operiamo in Africa, quindi abbiamo LNG dal Congo, dalla Nigeria, a-- dal Mozambico, in Asia, Indonesia. Eh, abbiamo, diciamo, LNG che ci arriverà, eh, che, che compriamo dal- dagli Stati Uniti e in futuro abbiamo dei progetti che porteranno un, u-u-u-una grande crescita in termini di volumi, perché abbiamo un obiettivo di arrivare a 20, eh, milioni di tonnellate annuo al 2030. Per cui è crescita, grande crescita diversificata, che corrisponde proprio a quelle che sono, diciamo, le esigenze dei compratori oggi e, diciamo, basate su quello che poi sono stati gli accadimenti recenti. In termini di contratti è chiaro che anche lì, eh, la contrattualizzazione normalmente, eh, anche quella, diciamo, prevede di avere dei contratti a lungo termine che sicuramente sono un vantaggio perché danno una casa ai tuoi volumi, ma anche, diciamo, essendo dei contratti che durano 10 anni, da 10 anni in su, diciamo, eh, eh, danno anche un, un, u-un prezzo che, diciamo, risente meno delle estreme volatilità che stiamo vedendo. Però, diciamo, allo stesso tempo una porzione di LNG, eh, la, la teniamo anche, diciamo, più, eh, eh, per contratti spot, perché a quel punto, diciamo, avendo un, un bilanciamento riesci anche a cogliere le, le opportunità che ci sono nel mercato, le dinamiche di mercato. Un'altra cosa importante è avere la capacità di rigassificazione, perché anche quella poi è un modo per dare una casa, diciamo, a-a-ai carichi di LNG, eh, ehm, che eventualmente, eeeh, vengono prodotti. Quindi sarebbe corretto dire più lungo termine rispetto a spot in generale nel portafoglio o...? Bilanciato. Bilanciato. Io direi diversificazione e bilanciamento oggi come oggi- Sono chiave ...sono le parole, le ricette chiave, eeeh, sì. Perfetto. Io ho un'ultima domanda, ehm, e praticamente, eh, sul ruolo del gas e del GNL nei prossimi anni, sia per l'Italia e anche se l'Europa, se può commentare, e quali sono le aree geografiche che traire-- trai-traineranno maggiormente questa crescita. Allora, il gas sicuramente, eh, l'abbiamo visto essere un fattore chiave per la sicurezza energetica. Anche lì credo che non ci siano- Non ci siano dubbi. ...dubbi. Eh, il gas a-- gioca un ruolo molto importante, anche perché all'interno, diciamo, dei combustibili fossili ha magari la minore impronta carbonica ed è anche, diciamo, un, un elemento di stabilizzazione nel, nel portafoglio energetico, perché spesso succede che ad esempio le energie rinnovabili in certi momenti, diciamo, non, non-- h-hanno meno resa e quindi il gas è capace di, diciamo, ribilanciare il fabbisogno o anche ad esempio in casi di, di, di condizioni estreme, no? Di, di climatica. Sì. Adesso, eh, quali sono le aree? Diciamo, probabilmente l'abbiam già visto, perché nonostante tutto questo, ehm, diciamo questo, mhm, queste tensioni, abbiamo, abbiamo visto una cosa: che l'Asia è stata come domanda molto resiliente. Quindi la domanda, eh, la domanda asiatica, l'Asia è un motore in crescita. Sicuramente la crescita di, di, di, di domanda, di fabbisogno di LNG ci sarà in, in, i-in Asia, per cui diciamo, eeeh, quella, quella è l'area che sicuramenteee contribuirà alla crescita maggiormente. Fantastico. Io la ringrazio del suo tempo, di essere stato qui con noi. Eh, un grande applauso- Grazie, grazie. ...al direttore Pujatti.